Prestiti Inpdap cattivi pagatori

Se si hanno problemi nel ricevere finanziamenti perché si è cattivi pagatori, ma si ha la fortuna di essere dipendenti pubblici, una soluzione per ottenere liquidità potrebbe essere rappresentata dai prestiti Inpdap. Vediamo come.

Se si hanno problemi con i normali finanziamenti significa che si è stata inseriti nella lista dei protestati, oppure si può avere problemi relativi a un pignoramento, in questo periodo di instabilità economica è infatti molto facile trovarsi, proprio malgrado, in questa situazione, cosa che però non è concepibile dall’ente bancario che in pratica inizia a vedere qualcuno che ha avuto problemi di insolvenza come un pericolo, ovvero come qualcuno da ritenere inaffidabile per l’eventuale restituzione. Per questo motivo si può avere la brutta esperienza di vedersi chiudere le porte in faccia da Istituti di Credito e finanziarie, cosa che certamente non fa piacere.

In pratica quando si chiede un finanziamento e si è pignorati o protestati il proprio nome compare nella Centrale Rischi, accendendo un campanello d’allarme nella banca che a quel punto non sarà disposta a concedere liquidità, a meno che, come spiegato prima, non si offra la garanzia dello stipendio, ovvero ci si impegna a saldare il debito contratto tramite la cessione del quinto.

Cessione del quinto Inpdap per cattivi pagatori

La soluzione ottimale per vedersi concedere un prestito senza subire l’umiliazione del rifiuto è chiederlo, se si è dipendenti pubblici o pensionati, direttamente all’ente per il quale si lavora o all’Inps. L’Inpdap ha infatti istituito un apposito fondo creditizio per concedere piccoli prestiti, e prestiti personali a chi può vantare un contratto a tempo indeterminato o una pensione, anche se si è protestati.

Si tratta di finanziamenti riservati a una particolare categoria di lavoratori, per questo si potrà beneficiare di un Taeg molto più basso di quelli presenti sul mercato, questo perché il denaro non viene elargito da un ente che fa della sua attività proprio il prestito di denaro a interesse, bensì da un fondo limitato formato da contribuzioni di lavoratori pubblici e pensionati, cosa che non può che non rendere le rate da pagare meno esose.

Naturalmente oltre ai requisiti sopra descritti per avere accesso al credito Inpdap occorre rispettare altri requisiti, ovvero il poter contare su almeno 4 anni di contributi versati, e l’impegnarsi a saldare il debito contratto in un massimo di 10 anni.

Come anticipato la restituzione del credito, ovvero del prestito, viene eseguita tramite la cessione del quinto dello stipendio che consiste in trattenute del 20% sullo stipendio netto o sulla pensione. In questo modo si garantisce l’Inpdap da ogni possibile causa di insolvenza che a questo punto potrebbe avvenire solo se si perde l’impiego.

Per tutelarsi anche in questo ultimo punto l’Inpdap una volta concesso il prestito congela il Tfr del richiedente in garanzia per il saldo del debito. Questo infatti deve essere in proporzione in grado di coprire l’intero finanziamento, in modo che l’ente di previdenza possa stare tranquillo che il denaro prestato rientri.

Come ottenere un prestito Inpdap se si è segnalati come cattivi pagatori

Ottenere un prestito Inpdap è facilissimo, basta infatti fare richiesta all’ente presso il quale si lavora, o se si è pensionati direttamente all’Inps.
Se si chiede un piccolo prestito, che equivale a un massimo di 4 stipendi o pensione, questo deve essere restituito in un massimo di 4 anni e non c’è bisogno di indicare il motivo della richiesta. Se invece si cerca di ottenere un prestito personale questo deve essere motivato e deve necessariamente rientrare in una delle cause prescritte dal regolamento dell’ente che chiederà appositi certificati che attestino e appoggino la richiesta.