Prestiti Inpdap fino a 90 anni

Anche i pensionati non troppo giovani possono oggi ottenere un prestito grazie ai prestiti Inpdap fino a 90 anni, che offrono l’opportunità di saldare il finanziamento entro i 90 anni di età, permettendo in particolar modo ai figli dei pensionati di realizzare i propri progetti.

L’età massima che può avere il richiedente di un prestito Inpdap è infatti quella di 80 anni, età massima per ottenere un finanziamento della durata di 10 anni, gli unici che concede l’ente, che devono essere risarciti con la cessione del quinto sulla pensione, in modo da garantire l’ente previdenziale da mancati pagamenti delle rate.

L’importo massimo che il pensionato può richiedere a prestito è di 30 mila euro, cifra non troppo consistente ma neanche misera visti i tempi che corrono.

Criteri dell’accesso al credito Inpdap

A differenza di qualche decennio fa oggigiorno l’accesso al credito di un pensionato è probabilmente quello meno problematico, in quanto il pensionato, a differenza di un lavoratore ancora in attività, può contare su un reddito sicuro e garantito dallo Stato stesso, e non può, al contrario di un lavoratore ancora in attività, essere licenziato. Per l’Inpdap come per le finanziarie questa è una cosa non di poco conto visto che ormai i licenziamenti sono sempre più frequenti come sono frequenti i tagli alle spese pubbliche. L’unico problema per un pensionato troppo avanti con l’età è rappresentato dalla premorienza, cosa a cui si è posto rimedio con particolari assicurazioni che tutelano l’ente che ha concesso il finanziamento dall’evento nefasto senza lasciare carichi sulla famiglia del defunto.

Infatti in caso di decesso prematuro del pensionato l’ente Inpdap o la finanziaria a esso collegato vedrà rimborsato il proprio denaro dall’assicurazione stipulata alla sottoscrizione del prestito. Questa particolare e obbligatoria assicurazione obbliga il pensionato a favorire alla compagnia che eroga la polizza tutti i certificati medici del caso a garanzia.

Naturalmente la compagnia assicurativa richiedere un premio annuo da pagare che sarà tanto maggiore quanto sarà maggiore l’età del pensionato e che verrà addebitata assieme alla rata da pagare che in questa maniera cresce in base all’età del richiedente. Un pensionato di 70 anni pagherà infatti un tasso Taeg inferiore a uno di 80 anni nonostante il Tan sia lo stesso, questo perché sul Taeg ci sono anche i costi di gestione, accessori e assicurativi che invece non vengono calcolati nel Tan. Ciò nonostante si tratta di finanziamenti che sono sempre più convenienti di quelli presenti sul mercato.

Prestiti pensionati con cessione del quinto

Va ricordato che per ottenere un prestito un pensionato deve necessariamente ricorrere alla cessione del quinto, unico strumento che garantisce l’ente erogante dal riscuotere effettivamente la rata mensile. La cessione del quinto tutela, come spiegato, gli enti erogatori dei prestiti anche in caso di morte del richiedente, cosa che può avvenire con una percentuale più alta man mano che cresce l’età del sottoscrittore.

Fortunatamente grazie alle assicurazioni collegate alla cessione del quinto anche il problema della premorienza viene in un certo modo risolto. Il prestito può essere richiesto direttamente in uno degli sportelli Inps presenti sul territorio, o direttamente online se si possiede un Pin dispositivo.