Prestiti Inpdap garantiti

Come si sa, dal 2002, il governo Monti ha riformato il sistema previdenziale italiano accorpando l’Indpap all’Inps. I dipendenti pubblici che desiderano accedere ai finanziamenti agevolati possono adesso rivolgersi alla gestione ex-Inpdap dell’Inps per ottenere immediata liquidità a tassi davvero bassi. I prestiti Inpdap garantiti hanno numerosi vantaggi rispetto ai prestiti personali erogati dalle banche. Si dicono prestiti garantiti proprio perché l’Inps garantisce il rimborso contro il rischio di decesso dell’iscritto prima che sia stato rimborsato l’intero finanziamento.

Non solo, l’ente previdenziale garantisce anche il rimborso in caso di cessazione dal servizio del dipendente senza diritto a pensione o nel caso di riduzione dello stipendio dello stesso. Ad erogare i prestiti Inpdap garantiti sono le società finanziarie e Istituti di credito convenzionati che concedono finanziamenti ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 180/50.

Ma chi sono coloro che possono accedere a questo tipo di prestiti ?
Possono richiedere prestiti garantiti, da rimborsare mediante trattenute mensili sullo stipendio fino al quinto del totale, al netto delle ritenute di legge, coloro che risultano, al momento della richiesta,  iscritti alla Gestione unitaria per le prestazioni creditizie e sociali. Sono due i requisiti fondamentali che deve possedere il richiedente per ottenere questo prestito agevolato. Dovrà essere in attività di servizio e avere almeno versato contributi per 4 anni.

La cifra finanziabile varia a seconda dell’entità dello stipendio e delle rate.
La durata del prestito può essere quinquennale (rimborsabile in 60 rate) oppure decennale, da restituire in 120 mensilità. Se il richiedente andrà in pensione tra 6 anni (ad esempio) potrà richiedere un finanziamento che duri solo 72 mensilità non potendo eccedere il periodo in cui si svolga servizio attivo. Per calcolare l’entità dell’importo erogabile occorre moltiplicare la quota cedibile (cioè la rata da pagare mensilmente) per il numero delle rate mensili corrispondenti alla durata del prestito. La quota cedibile non può eccedere il quinto dello stipendio, al netto delle ritenute previdenziali.

Il tasso di interesse applicato varia da istituto ad istituto. Sul web sono presenti portali che confrontano i servizi e i tassi applicati dai vari istituti di credito per aiutarci a fare la scelta più conveniente. Nel rilasciare il preventivo gli Istituti devono indicare chiaramente il TAEG. Il totale da rimborsare è gravato di alcuni costi supplementari. Devono essere rimborsati gli interessi e le spese di amministrazione degli Istituti di credito mutuanti. Inoltre vanno anche corrisposte le spese di amministrazione in favore dell’Inps stimabili nello 0,5% della somma erogata. A queste cifre va anche aggiunto un premio compensativo che copra il rischio di insolvenza (1,5% per i prestiti quinquennali, 3% per quelli decennali).

Per presentare la richiesta di finanziamento, l’iscritto dovrà presentare l’apposito modulo telematicamente alla propria amministrazione di appartenenza, senza allegare alcun documento o preventivo di spesa. Si dovrà, altresì, allegare il certificato di sana e robusta costituzione emesso non più di 45 giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda. Sarà proprio l’amministrazione di appartenenza dell’iscritto a trasmettere la richiesta all’Istituto mutuante che dovrà accettarla e restituirla nuovamente al mittente per poi dare corso all’erogazione della somma.