ottobre 31, 2018 Dipendenti

Prestiti Inpdap per matrimonio dei figli

Il matrimonio dei propri figli è sempre un evento eccezionale, un passaggio fondamentale nella vita dei propri ragazzi e ragazze che segna il passo con l’età adulta. Tuttavia oltre agli aspetti affettivi e psicologici il matrimonio rappresenta anche un investimento economico ingente, per cui è importante trovare una soluzione che permetta di finanziare l’evento senza dover pagare costi esageratamente alti.

Ovviamente il modo migliore per finanziare il matrimonio dei propri figli è pagare tutto senza accendere prestiti, risparmiando sugli interessi e gli altri costi del finanziamento. Ma se ciò non dovesse essere possibile si può sempre richiedere un prestito Inpdap per il matrimonio dei figli. Vediamo nel dettaglio come funziona e chi può richiederlo.

Prestiti pluriennali Inpdap per matrimonio: di cosa si tratta

I prestiti Inpdap sono dei finanziamenti particolarmente agevolati, gestiti dal 2011 dall’Inps, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Si tratta di prestiti personali finalizzati, rimborsabili in 60 o 120 mesi, caratterizzati dalla formula della cessione del quinto, che prevede una rata mensile non superiore al 20% dello stipendio o della pensione.

Questi prestiti offrono un tasso d’interesse nominale fisso del 3,5%, tuttavia bisogna mettere in conto anche una commissione pari allo 0,50%, per le spese di amministrazione dell’Inps, più un’aliquota variabile in base all’età del richiedente e alla durata stessa del prestito.

Per i lavoratori dipendenti l’aliquota può andare da un minimo dello 0,96% per i prestiti quinquennali, fino a un massimo del 2,28% per i prestiti decennali. Invece per i pensionati l’aliquota è compresa tra l’1,92%, per i prestiti a 60 mesi richiesti da una persona con un’età di 60-64, e il 22,39% per i prestiti a 120 mesi intestati a un pensionato di 75-80 anni d’età.

I prestiti pluriennali sono finalizzati, quindi possono essere richiesti soltanto dietro motivazioni precise previste dal regolamento dell’Inps. Una di queste è appunto il matrimonio religioso o civile di un figlio. In questo caso è necessario allegare alla domanda alcuni documenti, tra cui:

  • stato di famiglia
  • autocertificazione che l’evento sia avvenuto entro un anno
  • certificato medico di buona salute
  • copia della busta paga o della pensione
  • copia di un documento d’identità

Qualora il matrimonio non fosse stato ancora celebrato, ovvero se si richiede il prestito con anticipo rispetto all’evento, bisogna presentare dei documenti aggiuntivi come un preventivo di spesa dettagliato della cerimonia, una copia delle pubblicazioni oppure un’autocertificazione che attesti il loro invio, e infine una copia delle fatture per almeno il 5% dell’investimento totale.

Chi può richiedere un prestito Inpdap per il matrimonio dei figli?

Possono accedere ai prestiti Inpdap per finanziare il matrimonio dei propri figli i dipendenti pubblici e i pensionati, purché regolarmente iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni sociali e creditizie da almeno 4 anni. Anche i dipendenti pubblici a tempo determinato possono richiedere tali prestiti , tuttavia il contratto deve essere di almeno 36 mesi, in più la durata del rimborso deve essere pari o inferiore a quella residua del proprio contratto di lavoro.

Come richiedere un prestito Inpdap per matrimonio

I dipendenti pubblici devono inoltrare la domanda di prestito direttamente presso la propria amministrazione di competenza, la quale dovrà inviare tutta la documentazione raccolta per via telematica agli uffici dell’Inps. I pensionati invece possono rivolgersi ai Caf, al Contact Center dell’Inps al numero 803 164 oppure effettuare la richiesta online, sul sito dell’Inps tramite il proprio codice PIN dispositivo.

Le tempistiche prevedono in media un’aspettativa di 14 giorni lavorativi, tuttavia in alcuni casi le richieste vengono lavorate in appena 48 ore, mentre in altri ci possono volere fino a 60 giorni. I tempi di attesa dipendono dalla quantità delle domande e dalle disponibilità economiche dell’istituto di previdenza sociale, perciò è consigliabile muoversi per tempo per evitare spiacevoli contrattempi.

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